Pontelagoscuro e dintorni: gita con l’auto noleggio

Panoramica cittàSembra difficile perdersi nella zona di Ferrara, a mezz’ora di macchina da Bologna e tra le zone più belle che costeggiano il Po, ottimamente servite da mezzi pubblici a noleggio. Anche l’Oasi Isola Bianca, nel fiume Po tra Francolino e Pontelagoscuro, è raggiungibile, ad esempio, col bus n. 11: si parte da Pontelagoscuro, si prosegue su Via Ricostruzione e dopo circa 300 metri, oltrepassato il sottopassaggio, si è giunti al Centro Visite.

In gita con l’auto noleggio da Pontelagoscuro

Quest’anno si sono festeggiati i 10 anni di compleanno del percorso ciclabile Destra Po’. Pertanto si è rafforzato ogni servizio che rendesse raggiungibile e agibile qualsiasi tipo di passeggiata si volesse fare coniugando tutti i mezzi a disposizione in percorsi bus-barca-treno-bici. Ma anche per gite mirate e autorganizzate è semplice spostarsi prendendo un’auto noleggio con conducente o senza. Partendo da Pontelagoscuro si può noleggiare l’auto anche attraverso il numero verde 800 526811 e dirigersi a Stellata per intraprendere l’itinerario più lungo d’Italia di piste ciclabili e carrabili e oasi per tutti coloro che adorano arricchirsi tra la natura. Se invece si vogliono raggiungere località d’interesse storico-culturale si può raggiungere in macchina l’Alto ferrarese e in particolare Cento per attraversare sapori e vie d’arte. Da qui si potrebbe raggiungere a piedi Pieve di Cento per visitare la chiesa Collegiata pregiata dalla presenza di un crocefisso in legno risalente al secolo XIII insieme a numerosi dipinti di Passerotti, Fontana, Guercino e altri importanti pittori. Vi è anche la Porta Cento, l’Oratorio e numerosi altri luoghi come la chiesa di Santa Chiara. Questo in un piccolissimo territorio.

Percorsi in auto

E’ possibile effettuare il city-tour per la città di Ferrara con un auto noleggio addirittura con conducente che vi porterà direttamente nei luoghi d’interesse culturale e culinario della città. Oppure è possibile, partendo da Ferrara con l’auto noleggio, raggiungere Pomposa e Comacchio. L’Abbazia di Pomposa del XI secolo è un vero gioiello storico in quanto risale all’epoca longobarda durante la quale i monaci di San Colombano eressero una piccola cappella. Mentre Comacchio, detta anche la piccola Venezia, sbalordisce per la grande varietà naturalistica che offre, dall’acqua al bosco

Foto: claudiozacc – Fotolia

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Ferrara: monumenti e luoghi di interesse

Insegna museoBasta dire che Ferrara rientra nelle principali città che hanno determinato il Rinascimento italiano per comprendere quale ricchezza contengano le mura e il paesaggio del centro cittadino. Per tale motivo la città di Ferrara, come Roma, è indicata come polo turistico d’attrazione per l’arte e i monumenti di fama mondiale.

Monumenti e urbanistica di Ferrara

I governanti che si sono succeduti per tutto il territorio di Ferrara e dintorni sono stati caratterizzati tutti dall’attenzione allo sviluppo artistico e culturale della città. Infatti si può risalire ai primi governanti della città, gli Estensi, per riscontrare la costruzione del magnifico castello di Niccolò II, costruzione che durò circa due secoli (iniziò nel 1385). Purtroppo tale magnifico monumento fu eretto a difesa dagli stessi cittadini di Ferrara. Niccolò II prese le mosse dalla furia che perversò tra le genti del posto che accecate dalla fame e dalla povertà uccisero un importante magistrato. Successivamente vi fu l’ampliamento della città per mano di Ercole I d’Este che eresse le mura a forma pentagonale in difesa della città.
Antecedenti agli interventi governativi vi furono costruzioni di ben altri monumenti come la Cattedrale romanico-gotica di San Giorgio di cui si narra che le sculture e la forma della facciata rappresentino la presenza del Bene e del Male. Al suo interno vi è il museo che ne esplicita il senso. Altri palazzi famosi sono il Palazzo dei Diamanti, il Palazzo Schifanoia e dei Marfisa D’Este.

Tra Chiesa e Rinascimento

Non è un caso che in Ferrara padroneggino le chiese. La Chiesa è intervenuta molte volte a salvare le sorti del centro cittadino e vi sono tracce ovunque della sua presenza come le antichissime chiese di Santa Maria del Tempio, San Giacomo e San Giuliano, tutti monumenti eretti dall’ordine dei Templari. La chiesa di San Giacomo, ad esempio, era utilizzata per la “veglia d’armi”, ovvero per l’iniziazione a cavaliere. Mentre la Chiesa di San Domenico fu eretta dalla Santa Inquisizione, a differenza della chiesa di santa Maria in Vado, cappella dai miracolosi prodigi.
Con l’ampliamento erculeo della città, Ercole I, commissionò all’architetto Biagio Rossetti il compito di erigere la città del Rinascimento.

Foto: Lupico – Fotolia

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Ferrara: la storia

Economia Se la città si estende oggi a destra del Po’ bisogna specificare che il nucleo fondante sorse invece alla sinistra del fiume ad opera degli esarchi. Un esarcato era un governo di stampo militare imposto dai bizantini nelle terre conquistate. L’esarcato di Ferrara iniziò nel 584 d.C. e terminò nel 751. Bisognerà aspettare l’VIII secolo per dare il nome a questa città così importante dal punto di vista economico tanto da rientrare nel patrimonio ecclesiale grazie alle elargizioni di Pipino il Breve prima, e Carlo Magno poi.

Storia di un polo economico e artistico

Le attenzioni sulla città di Ravenna non sono mai mancate grazie alla posizione strategica della città dalla quale è stato possibile sviluppare gran parte delle attività economiche possibili: dall’agricoltura all’allevamento con il sostegno della Chiesa, dall’attività portuale per il commercio fluviale. Bisogna specificare che i traffici portuali s’interruppero nel 1152 per uno straripamento del fiume. Ma allo stesso tempo, XII-XIII secolo, iniziarono gli ordinamenti comunali e la costruzione della famosa Cattedrale romanico-gotica nel periodo in cui si rafforza la presenza della signoria degli Estensi che farà costruire il famoso Palazzo Schifanoia, il cui significato era letteralmente “schifare la noia”. Il Palazzo sarà arricchito dal famoso ciclo degli affreschi, emblema del Rinascimento italiano. Da qui inizierà la storia di uno dei maggiori poli che animerà il Rinascimento. La storia di Ferrara entra in declino quando

Il declino economico della Storia di Ferrara

Nel 1598 la città e tutto il Ducato furono smantellati sia da gravi calamità naturali sia da pesanti difficoltà economiche. Intervenne lo Stato della Chiesa che ottenendo così il Ducato cercò di curarne ogni aspetto. In tal contesto solo l’esuberante attività culturale e artistica del territorio non ha conosciuto crisi. Mentre la storia del declino economico iniziò e continuò per lunghi secoli. Fu strano subire tale capovolgimento economico per la storia di un territorio che oggi racconta di un grande centro industriale, di stabilimenti alimentari e tessili, d’arredamento, cartari e chimici. Senza tralasciare l’attività agricola intensamente sviluppata grazie alla presenza di terreni pianeggianti e coltivati a cereali, barbabietole e frutta. Anche l’attività balneare-turistica è stata curata, tanto da parlare dei famosi Lidi Ferraresi.

Foto: Jakub Krechowicz – Fotolia

 

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Ferrara e gli eventi

Eventi e manifestazioniGià trovarsi a Ferrara per turismo e vacanza lo si può considerare un evento dato che tutta la città è patrimonio dell’UNESCO a partire dalle mura bastionate erette da Ercole I d’Este fino alla ricchezza monumentale e artistico-culturale dell’intera città. Ma è necessario valorizzare tale prosperità così concentrata. Pertanto la città stessa promuove eventi e manifestazioni che diffondano il capitale ereditato.

Eventi e manifestazioni

Trovandosi l’Italia nel festeggiamento del 150° anniversario dell’Unità del paese, Ferrara non poteva non partecipare come luogo storico e rappresentativo della Storia d’Italia, in tal caso riguardante soprattutto il Risorgimento italiano. La città si è dotata addirittura di un decreto, valido per tutto l’anno, che regolasse le celebrazioni delle mostre artistiche, di libri storici e vestiti dell’epoca, degli eventi enogastronomici e delle rappresentazioni.
Il Palazzo Massari del 1590 eretto dal conte Onofrio Bevilacqua e successivamente ampliato da altre strutture di rilievo architettonico e abbellito da giardini all’italiana, ospita il Padiglione d’Arte Contemporanea senza nulla togliere al già presente Museo d’Arte Moderna e Contemporanea ospitato al pian terreno del Palazzo. Tale museo ospita la più vasta collezione pubblica di opere dell’artista ferrarese Filippo de Pipis, pittore e disegnatore. Nel Palazzo vi sono anche il Museo Giovanni Boldini e il Museo dell’Ottocento. Il primo dedicato al ritrattista ferrarese di fine e inizio Novecento, vanta il prestigio dell’artista conteso negli ambienti parigini e divenuto di fama internazionale, il secondo museo già si pone al piano cosiddetto nobile del Palazzo affrescato sul finire del ‘600 ospita la raccolta di opere di illustri artisti ferraresi dell’Ottocento. E così ogni celebrazione dell’Unità d’Italia è diventata mostra del patrimonio ferrarese come la Palazzina Marfisa D’Este con la loggia degli Aranci.

Fiere ed eventi enogastronomici

Interessanti i mercati ferraresi da quelli settimanali ai “mercati del contadino” con la vendita diretta dal produttore al consumatore con prodotti d’alta qualità, oppure il mercato dei fiori in piazza Sant’Anna. Inoltre il comune organizza eventi che promuovono le attività imprenditoriali che hanno costruito la forte economia ferrarese, soprattutto a partire dagli inizi del ‘900. Dunque è possibile trovare manifestazioni in rappresentanza dei panificatori ferraresi e di produttori di cioccolato.

Foto: Elena kouptsova-vasi – Fotolia

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Pontelagoscuro: tra vecchio e nuovo

Panoramica cittàE’ uno dei maggiori porti del fiume Po, citato anche da Goldoni per indicarlo come dogana a una lega da Ferrara, dove fu fermato proprio all’uscita del borgo di Pontelagoscuro, quando era ancora un unico centro cittadino collegato al fiume fin dalle origini.

La divisione tra Pontelagoscuro Vecchio e Nuovo

La caratteristica della cittadina di essere luogo di scambio di merci e persone in presenza di un porto fluviale, di una ferrovia e di una strada statale fu la causa della divisione del borgo in due parti. Durante il dopoguerra venne avviata la ricostruzione del borgo interamente distrutto dai bombardamenti e fu avviata la costruzione ex-novo della parte cosiddetta Nuova allontanata dal fiume Po. Mentre la parte cosiddetta Vecchia, ad oggi, rappresenta solo ciò che è rimasto dell’antico borgo, poiché il resto del luogo è stato urbanizzato ai fini degli scambi commerciali nella grande via di comunicazione. In tal modo la popolazione subì una deportazione nella parte Nuova eliminando le origini e la storia della gente locale dell’antica Pontelagoscuro caratterizzato dalla presenza di un porticato lungo più di 100 metri in Via Coperta destinato allo stoccaggio merci da distribuire nel resto della valle padana. Tale borgo ha determinato la ricchezza di Ferrara e non solo poiché fin dalle origini ha promosso il commercio che favoriva la posizione strategica del luogo. Infatti l’importanza economica che assunse si distinse dal resto degli altri centri della Pianura Padana che si basavano, invece, sull’agricoltura.

Le origini del nome di Pontelagoscuro

E’ un nome tanto caratteristico quanto di difficile spiegazione. Pontelagoscuro si può giustificare subito con la presenza di un ponte millenario sul borgo e nei pressi di una palude. Ma morfologicamente è strano poter affermare che vi siano stati laghi nella zona circostante Ferrara. Invece attraverso studi approfonditi è emerso che è reale la presenza di un lago, ma di un cosiddetto lago fatuo, ovvero di un bacino d’acqua non sempre presente. Quando si forma la presenza di acqua, questa si arricchisce di cianobatteri, ovvero di alghe che danno alle acque il colore tipico del sangue. Da qui tante leggende si son dette sul nome di Pontelagoscuro.

Foto: claudiozacc – Fotolia

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I luoghi di interesse: percorso cicloturistico della Destra del Po e L’Oasi Isola Bianca

Scorcio paesaggisticoI bikers lo conservano nei ricordi o nella voglia di ammirare castelli, alberi secolari, verde e borghi veri tra una pedalata e l’altra. Gli animalisti sono rimasti affascinati dalla riserva e dall’ambiente incontaminato dell’Oasi. Percorsi e luoghi lungo il fiume Po per chi ama vivere il proprio tempo libero nella natura e perché no a chi piace immergersi nella storia così come si offrono i luoghi a destra del Po.

Dal percorso cicloturistico all’Oasi

Si chiama proprio così il percorso “Destra Po” poiché costeggia tutto il fiume per circa 124 km. Si possono attraversare zone sterrate per i più avventurieri o altre sulla pista ciclabile. Per tutti è possibile organizzare una vera e propria vacanza alla scoperta dell’itinerario ciclabile più lungo d’Italia fatto anche di zone carrabili. Si parte da Stellata per finire sulla Lanterna Vecchia di Gorino Ferrarese per poi magari farsi un giro sul nuovo faro. Ci si immerge nella natura e nella storia fascinose che iniziano con l’antica fortezza di Rocca Possente a forma di stella e con l’imperdibile visita alla Casa di Virgilio Ariosto, diventato oggi museo archeologico. Successivamente ci si può fermare alla prima località nata sul territorio, l’attuale Bondeno, un centro agricolo risalente al Neolitico e ristrutturato a fortezza della città di Ferrara. E’ presto possibile ammirare la prima Oasi della zona
di Bosco di Porporana dove hanno continuato a riprodursi nei secoli salici, pioppi, olmi, alberi di gelso e farnie e poco dopo l’Oasi di Mulino del Po che ha ispirati opere pittoriche di rilievo.

L’Oasi Isola Bianca

Un’Oasi a cura della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) che supervisiona le numerose specie di volatili, ben 72, come la garzetta, il bellissimo airone cenerino, il picchio rosso, il martin pescatore e la cannaiola. A seconda del periodo in cui si fa visita all’Oasi si possono scorgere determinate specie di uccelli migratori come il cormorano tra l’autunno e l’inverno. All’Oasi si arriva in barca e ci si immerge nella folta vegetazione di quest’antica isola fluviale risalente al XV-XVI secolo che da allora accoglie 92 tipi di vegetali e tante specie di insetti, anfibi, rettili e anche mammiferi.

Foto: Julian Weber – Fotolia

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